DI.T.I.O. - DIAGNOSTICA E TERAPIA DELLE INFEZIONI OPPORTUNISTICHE

Di.T.I.O. - Diagnostica e Terapia delle Infezioni Opportunistiche
e Sindromi da Immunodeficienza correlate

Anche nel 2016 continua la tradizione del DITIO (Diagnostica e Terapia delle InfezioniOpportunistiche) a Genova. L’edizione di quest’anno non poteva non prendere inconsiderazione alcuni aspetti essenziali dell’infettivologia di oggi, cercando anche un po’ di originalità. Il primo simposio affronterà infatti un problema trattato relativamente di rado nei Congressi di Malattie Infettive, ossia l’Herpes Zoster, focalizzando sugli aspetti epidemiologici e clinici, sulla terapia del dolore e, infine, sulle prospettive vaccinali, riservate, inusualmente,alla popolazione più anziana.

Seguiranno due lunghe sessioni dedicate alle infezioni batteriche. Quella del pomeriggio del 30 ci consentirà di condividere esperienze e discutere i diversi approcci aquella che è stata definita come l’inizio dell’era post-antibiotica, almeno per quanto riguarda i Gram-negativi.Passeremo in rassegna gli approcci terapeutici, i nuovi farmaci, le prospettivedi diagnostica e l’antimicrobial stewardship.

Il mattino dopo passeremo ai Gram-positivi, agenti patogeni forse meno temibili dei Gram-negativi e per i quali abbiamo certamente più armi. Vi sono novità interessanti in campo terapeutico, cheverranno adeguatamente riviste.

Concluderemo il giorno 1 Luglio con due intense sessioniche faranno il punto su HIV e epatite C.

Per quanto riguardal’infezione da HIV, volendo tentare un approccio originale o meno ovvio, faremo il punto su quello che è, a mio parere, tutt’ora il vero e grande problema clinico dell’HIV ai giorni nostri, ossia quello della gestione ottimale di quel 50% di pazienti neiquali la diagnosi di infezione HIV viene fatta alla comparsa dei primi sintomie, talvolta, alla comparsa di una “AIDS-defining condition”. In questi casi la terapia è veramente delicata, squisitamente specialistica e cruciale per l’eventuale ripresa di una sia pur minima competenza immunologica che, forse,è solo parzialmente reversibile. Continueremo con aspetti farmacoeconomici econcluderemo affrontando un’altra tematica cruciale, ossia gli effetti a lungotermine dell’infezione sul SNC.

Nell’ultima sessione cercheremo di fare il punto sulla gestione dell’epatite C, cercando di raccogliere le idee con una relazione molto ad ampio spettro, per poi focalizzare sul trapiantato e sul coinfetto.

Benvenuti a Genova e buon lavoro a tutti.

Prof. Claudio Viscoli